ANALISI PRELIMINARI E CICLO APPLICATIVO PER LA TINTEGGIATURA DELLE FACCIATE ESTERNE DI UN EDIFICIO

ANALISI PRELIMINARI E CICLO APPLICATIVO PER LA TINTEGGIATURA DELLE FACCIATE ESTERNE DI UN EDIFICIO

La tinteggiatura della facciata esterna di un edificio rientra nella definizione degli interventi di manutenzione ordinaria recata dall’articolo 3 del testo unico dell’edilizia che definisce interventi di manutenzione ordinaria “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici”. Questo tipo di interventi rientra nelle categorie delle opere di restauro e risanamento conservativo che godono degli incentivi fiscali ora prorogati per tutto il 2016.

Con questa breve guida cercheremo di fornirvi informazioni utili per scegliere in modo accurato la ditta cui delegare i lavori e valutare inoltre la qualità dei lavori svolti.

ANALISI PRELIMINARE PER LA TINTEGGIATURA ESTERNA

Prima di affrontare l’intervento di tinteggiatura esterna è necessario eseguire un’attenta analisi costi/benefici delle diverse soluzioni proposte non dimenticando che spesso un intervento realizzato “in economia” non per forza garantisce caratteristiche di affidabilità e durabilità nel medio/lungo periodo.

Un approccio professionale solitamente prevede la preparazione di uno schema operativo, così articolato:

1 – Studio dell’intervento:

  • verificare lo stato del supporto interessato all’intervento fisico (es. determinazione umidità residua per supporto muro) e chimico (es. carotature e relative analisi per supporto muro);
  • mappare le patologie presenti sul supporto interessato all’intervento per proporre le corrette soluzioni;
  • compilare una lista di controllo per evitare errori/ difetti/dimenticanze nel corso dell’intervento;
  • estendere la verifica sull’intero manufatto dove viene eseguito l’intervento, per valutare l’eventuale interazione dello specifico supporto da trattare con l’insieme.

2 – Approntare una proposta articolata attraverso:

  • la raccolta dei dati di cui sopra;
  • l’elaborazione di una proposta di intervento e di una eventuale alternativa;
  • l’elaborazione del preventivo completo di offerta economica;

3 – Allegare:

  • la relazione tecnica che illustri il lavoro di diagnosi ed espliciti il tipo di intervento riparatore;
  • le schede tecniche e voci di capitolato;
  • le certificazioni.

Il supporto murale: natura e tipologie di manufatti

Il muro è una struttura a sviluppo verticale creata per definire un ambiente chiuso di qualsiasi genere che può essere parte di un edificio, può delimitare un confine, o può essere un semplice sostegno.

Queste strutture possono essere divise in:

  • portanti (con determinate capacità statiche);
  • di tamponamento (per delimitare gli spazi fra le travi e i pilastri portanti);
  • divisori (per definire i locali delle abitazioni);
  • di contenimento (di terrapieni, dighe).

Le murature sono generalmente costituite da elementi sovrapposti quali mattoni, pietre, laterizi, blocchi di vario genere, ma possono anche essere erette con dei moduli prefabbricati o gettate in opera con calcestruzzo.

Il degrado di un edificio

Un edificio invecchia per diverse cause: utilizzo di prodotti da costruzione di scarsa qualità, manutenzione carente, naturale logorio, esposizione agli agenti atmosferici. Non tutti gli stabili invecchiano in modo simile e sono meno durevoli di quanto normalmente si pensi, specialmente se non si provvede ad una manutenzione programmata. Le finiture superficiali sono la prima barriera contro l’inizio del degrado. Sono infatti progettate per proteggere il manufatto, degradandosi, per essere ciclicamente rinnovate con sistemi di manutenzione che siano volti a ripristinare le caratteristiche di protezione per le quali sono utilizzate.

Il degrado delle finiture e del manufatto non è da imputare ai soli agenti esterni: spesso ciò che si manifesta superficialmente è sintomo di fenomeni che riguardano parti dell’edificio nascoste, in alcuni casi di difficile identificazione.

Questo è il motivo per cui spesso è difficile distinguere tra le cause di degrado che agiscono direttamente sulle superfici e le cause di degrado interne all’edificio che si manifestano con il deterioramento delle finiture.

Provvedere alla manutenzione di una finitura esterna senza individuare e rimuovere le cause che hanno contribuito al suo degrado può compromettere la durata del lavoro svolto. La principale causa di degrado degli edifici è l’acqua, in tutte le sue forme. È l’acqua che:

  • innesca, alimenta ed amplifica i principali e più problematici fenomeni di degrado attraverso le infiltrazioni;
  • associata a fenomeni di condensa, superficiale o interstiziale danneggia le strutture;
  • attraverso le risalite capillari trasporta i sali presenti nel terreno e nelle murature;
  • con fenomeni espansivi dovuti al cambio di stato disgrega intonaci e manufatti;
  • come veicolo e reagente trasforma le varie anidridi in relativi acidi che corrodono i leganti minerali, gli intonaci, i monumenti, il cemento armato;
  • danneggia le finiture e le strutture degli edifici.

La corretta scelta e l’applicazione di un sistema di finitura è un’operazione molto importante nel ciclo di manutenzione edile. Questo intervento non deve esclusivamente rispondere a requisiti estetici ma è principalmente finalizzato a ridurre la penetrazione degli agenti aggressivi esterni nel supporto murario rallentandone il naturale degrado.

Analisi e studio dell’intervento

Il degrado delle finiture e del manufatto non è da imputare solo ad agenti esterni, spesso ciò che si manifesta superficialmente è sintomo di fenomeni che riguardano parti dell’edificio nascoste. E’ fondamentale quindi non solo scegliere e applicare correttamente i sistemi di finitura, ma anche individuare le problematiche che potrebbero compromettere la durabilità delle finiture. Uno studio e una diagnosi adeguata iniziali danno l’opportunità di realizzare, prima dell’applicazione della finitura, gli interventi necessari a eliminare le cause che provocano o accelerano il degrado dei manufatti. Quando si decide di attuare un intervento di pitturazione di un vecchio manufatto, spesso, le aspettative che si ripongono nei sistemi di finitura vanno oltre le loro naturali funzioni: succede così che ad una semplice pittura si richieda contestualmente di risistemare, valorizzare, proteggere, recuperare un edificio che per troppo tempo non ha avuto alcun tipo di manutenzione.

SCELTA DELLE VERNICI

Come abbiamo già visto le principali cause del degrado degli edifici sono dovute all’acqua e all’inquinamento perciò la pittura oltre alle qualità estetiche e di colore deve avere anche caratteristiche specifiche e funzioni protettive per contrastare questi fenomeni.

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Le pitture per esterni devono avere due caratteristiche fondamentali:

  • Idrorepellenza

Indica la misura della quantità di acqua liquida non assorbita dal supporto. Questa caratteristica è molto importante per la conservazione, nel suo stato ottimale, di una muratura. L’acqua che dovesse andare a bagnare una muratura, nel tempo, determinerebbe problemi di varia natura.

  • Traspirabilità

Più il prodotto è traspirante meno si riduce il grado di traspirazione della parete a seguito della pitturazione. Un prodotto traspirante non può aumentare il grado di traspirazione di una parete, ma può mantenerlo al più inalterato. La traspirabilità è una caratteristica fondamentale perché permette al supporto di rilasciare, nel tempo, l’umidità che vi è contenuta, caratteristica di ogni supporto in muratura. Nel caso che tale umidità non fosse eliminata si andrebbe a compromettere l’integrità della muratura stessa.

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Vediamo nello specifico le caratteristiche delle diverse pitture:

  • le “normali “ pitture per esterni, cioè le pitture a base di resine sintetiche acriliche, che hanno ottime qualità di adesione ai supporti e resistenza agli agenti aggressivi, ed in molti casi sono ideali per le pareti esterne comuni.

Applicazioni consigliate: sono prodotti di vasta utilizzazione, e le loro caratteristiche li rendono idonei a tutte le casistiche “standard”: edifici nuovi in ogni ambiente, protezione di intonaci con prevalenza di leganti idraulici (cementi), sovrapplicazioni su vecchie pitture sintetiche, purché portanti. La caratteristica di dover “aderire” al supporto presuppone che lo stesso sia portante: questo implica la necessità di verificare l’eventuale consolidamento della superficie di applicazione e all’utilizzo di uno stato di pittura di “fondo” con funzioni di uniformazione degli assorbimenti e di facilitare l’adesione.

  • le pitture “silossaniche” sono le innovative pitture che lasciano traspirare le pareti, come le pitture minerali, e contemporaneamente le lasciano asciutte, respingendo l’acqua. Il legante è costituito da resine acriliche e resine silossaniche in diverse quantità: maggiore è la quantità di silossani, migliori sono le prestazioni di traspirabilità e idrorepellenza.

Applicazioni consigliate: tutti gli edifici in qualsiasi contesto ambientale e per molte situazioni di aggressività dell’ambiente possono essere protetti con pitture di tipo silossanico: occorre però verificare l’effettiva qualità della pittura, che come detto è data in primo luogo dalla percentuale di silossano presente. Pitture dette silossaniche, ma con piccola percentuale di silossani nella formulazione, non si discostano nelle prestazioni dalle normali idropitture acriliche. Le pitture silossaniche sono particolarmente indicate in ambienti aggressivi e umidi come quelli industriali e marini, e si utilizzano spesso come protettivi per le facciate storiche, date le loro ottime caratteristiche di traspirabilità.

  • le pitture minerali le pitture utilizzate nei secoli per decorare i palazzi e le abitazioni a base di calce o di silicati: contrariamente alle pitture moderne, non aderiscono semplicemente al supporto, ma interagiscono con esso, e dunque non si prestano ad applicazioni su supporti già verniciati, a meno che la pittura esistente non sia anch’essa minerale.

Applicazioni consigliate: in tutti i casi di edilizia storica e artistica, soprattutto in presenza di intonaci vecchi e a base di leganti non cementizi: le finiture minerali danno a queste tipologie di supporti la necessaria traspirazione e il giusto grado di protezione, senza togliere la parte di umidità che li rende stabili nel tempo. Nel caso di edilizia moderna, l’utilizzo di pitture minerali presuppone la realizzazione di intonaci “compatibili” con esse, e l’esecuzione di cicli applicativi composti da più passaggi, per la preparazione del supporto e la sua coloritura. Non ha senso, oltre a dare problemi di adesione e compatibilità, la pitturazione minerale su supporti già rivestiti con pitture sintetiche: in questi casi, è necessario comunque prima asportare completamente la vecchia finitura.

LE FASI APPLICATIVE PER L’ESECUZIONE DEL CICLO DI TINTEGGIATURA

La valutazione della tipologia del supporto è molto importante come abbiamo visto: infatti deve essere pulito, sano o risanato e pronto per essere trattato con il ciclo di pitturazione. Si perché di “ciclo” di lavorazione si tratta: che si tratti di pitture sintetiche, silossaniche o minerali, la corretta applicazione non si limita alla semplice stesura del prodotto. L’ideale, soprattutto nei casi di ristrutturazione e recupero o manutenzione dell’esistente, è in molti casi applicare un buono strato di rasante, eventualmente rinforzato (“armato”) con una rete in fibra di vetro, che ha la funzione di rinforzare la superficie e distribuire le tensioni che si generano sul supporto e sull’intonaco, prima di procedere con le fasi successive di applicazione del ciclo. Le fasi applicative che seguono, devono essere coerenti con la tipologia di prodotto prescritta, e cioè: idropitture acriliche, pitture silossaniche, pitture ai silicati, pitture a base di calce. In ogni caso, e per ogni fase applicativa, si devono applicare prodotti “compatibili” tra di loro e coerenti con il supporto.

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In generale le fasi del ciclo applicativo sono:

  • Consolidamento del supporto.

Si opera con prodotti, detti in gergo “fissativi” o “consolidanti”, che hanno la funzione di penetrare nel supporto e renderlo più stabile e resistente. In genere sono trasparenti, e possono essere con legante a base solvente o a base acquosa. Possono avere anche funzione di uniformare gli assorbimenti, per rendere più agevole e costante l’applicazione delle idropitture.

  • Applicazione di uno strato di fondo.

Sul supporto portante o consolidato viene applicato uno strato di fondo, che ha la funzione di “aggrapparsi” saldamente al supporto e creare una superfi cie ideale su cui verrà stesa la pittura. Normalmente i prodotti di fondo sono tinteggiati, in tonalità uguali o simili a quelle della pittura che li ricoprirà. Possono avere funzioni di uniformazione degli assorbimenti, e di copertura preliminare di differenze cromatiche (per esempio nel caso di facciate con rappezzi, o con zone prepitturate).

  • Applicazione della pittura.

Il ciclo di pitturazione si conclude con l’applicazione della pittura vera e propria, defi nita nel capitolato in questione “materiale di finitura“. A seconda dello stato del supporto e delle fasi di preparazione eseguite (rasatura, consolidamento, fondo) possono essere necessarie da una a più mani di prodotto: essendo lo strato di pittura che garantisce nel tempo la protezione della facciata e la durata del colore, è consigliabile l’applicazione di almeno due mani.

ANALISI DEI COSTI

Valutando il preventivo dei costi nella voce opere di decorazione intonaci dobbiamo considerare che l’incidenza del prodotto è intorno al 10-15 % della spesa. A ciò si aggiunge il costo del ponteggio (se la ditta non dispone di propri mezzi edili), che porta l’incidenza del costo del prodotto a percentuali ancora più ridotte sul costo complessivo dell’intervento. È importante dunque la scelta di prodotti di qualità che assicurino prestazioni e durata. E le prestazioni e la durata dipendono però, oltre che dalla qualità dei prodotti, anche dalle modalità applicative, e dalle idonee fasi di cui è composto il ciclo di lavorazione. È chiaro che costerà di più un ciclo composto, per esempio, da 4 fasi (consolidamento, fondo, 2 mani di finitura), ma durerà anche di più e dunque nel tempo costerà di meno.

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